chips di mela scritta

Vi ricordate i nonni quante cose buone che producevano da sè in casa?
Anche oggi si possono produrre alimenti in casa. Auto produrre in casa gli alimenti base della nostra alimentazione è un modo per risparmiare denaro, guadagnare in salute e impiegare al meglio il nostro tempo e perché no la nostra fantasia.

Cosa significa “auto produzione degli alimenti”

Dai modi per conservare i cibi prodotti o acquistati al mercato fino ad arrivare ai procedimenti per produrne tutto in casa, dal pane al dado vegetale, ottenendo anche un risparmio economico.

La scelta di produrre da sè molti cibi, comporta tanti vantaggi:

  • Curando un orto o un frutteto si riacquista un contatto con la natura da molte persone perso, o peggio ancora, mai avuto; inoltre si può svolgere attività fisica all’aria aperta, provando un’enorme soddisfazione al momento del raccolto.
  • Mangiando cibi genuini si evita l’ingestione di agenti chimici nocivi (conservanti, coloranti, pesticidi), molto spesso presenti nei prodotti industriali.
  • Risparmiare qualche euro non rinunciando a nulla del nostro attuale tenore di vita.

 

Vi lascio uno scorcio del blog “Naturalmente felice” di Mariaelena che amiro molto. Lei spiega l’arte del downshifting, ovvero l’arte di vivere con il minimo indispensabile. Leggetelo. Fa riflettere.

Il mio post precedente sulla spesa che non pesa ha prodotto tantissime discussioni sul gruppo facebook vivere bene con poco: l’arte del downshifting.
Moltissimi hanno chiesto spiegazioni più dettagliate sui miei consumi, altri hanno mosso molte perplessità.
Ciò che io acquisto sono solo le materie prime: zucchero grezzo, farina integrale (di farro, di kamut, di orzo e integrale che poi mischio) sale grosso, sale fino, pasta, succhi di frutta (molto viene prodotto con la centrifuga ma per le emergenze meglio non rimanere senza!!!) latte, burro, margarina… non credo che bisogna fare un elenco! La carne la acquisto da un macellaio “di fiducia” tutto il resto viene acquistato al mercato contadino, soprattutto frutta e verdura e legumi ma anche formaggi e farina macinata al momento.

Vivo in una ridente località dei Castelli Romani dove oggi, 15 Gennaio, alle 11:35, ci sono 15 gradi, dove il freddo e il gelo si affacciano a salutare 1 volta all’anno, per un paio di settimane e poi spariscono, ciò favorisce la produzione di verdura di stagione locale che in altri luogi d’Italia sarebbe impensabile! Nel mio terrazzo posso ancora cogliere il timo, la maggiorana, il prezzemolo, la salvia, mentre il basilico è finito da poco. Insomma, la spesa alimentare pesa davvero poco nel mio budget.

Essere un consumatore alimentare consapevole non vuol dire acquistare bio.
Io non credo nel bio nè nei marchi bio che vengono venduti nei supermercati che costano di più e a torto. D’altronde il bio cosa ti garantisce? che il produttore usi pesticidi autorizzati invece che non autorizzati? Che nella filiera vengano rispettate delle caratteristiche particolari?
E tutte quelle buste di plastica e vasetti di vetro in cui vengono imballati gli alimenti sono bio? e poi come li smaltisco?

Io credo nei gas e nei mercati contadini, credo nel “mio” produttore che il Sabato e la Domenica viene a vendere i prodotti della sua azienda agricola, sporchi di terra e ammaccati.
A questo credo.
E 1,50 al kilo per tutta la sua frutta e la sua verdura mi sembra un prezzo davvero ottimo!
Credo che se nessuno di noi si recasse al supermercato non ci sarebbero più sprechi miliardari di cibo.
Perchè il costo di quelle 8 file di yogurt per scegliere una confezione, è che altre 7 vanno buttate. Per non parlare del latte ricostituito.
E io non posso credere che alcune persone continuinono a pensare che il supermercato è comodo e che lavorando 10 ore al giorno non ci si può rivolgere ad un gas o andare ad un farmer’s market.
Ci sono i week end. Quando so che ho periodi di lavoro molto intensi in cui non posso lavorare da casa ma devo recarmi in ufficio ogni giorno (come la settimana appena trascorsa!), vado al mercato del Sabato mattina, il Sabato pomeriggio cucino e poi congelo tutto in modo da avere, giorno per giorno, le mie verdurine con cui cenare.

La vera comodità è assicurata dall’organizzazione, non dal supermercato.

La difficoltà maggiore che incontriamo verso la strada della consapevolezza alimentare, è rappresantata dalle nostre imposizioni mentali.
Figuratevi mentalmente una mela rossa. Com’è? è bella, lucida, brillante e rotonda ed ha un bollino giallo che assicura che è bio. SBAGLIATO! una mela rossa ha un rosso variegato, non è tonda, non è lucida non è bella e non ha un bollino giallo, è ammaccata e, se si guarda bene, c’ha pure il vermino. Questa è una mela bio. E non si trova al supermercato.

Le nostre scelte alimentari consapevoli cambieranno il mondo.
Perchè se noi azzeriamo la filiera acquistando localmente dai piccoli produttori e autoproducendo, le multinazionali non avranno motivo di sfruttare colture intensive e alimentarci a pesticidi, di imbottire gli animali di antibiotici per farli crescere in fretta, di produrre polli in batteria etc etc etc…e io so che anche se fossi sola a fare questo ragionamento, avrei concretamente aiutato l’ambiente. Per fortuna, invece, siamo tanti e stiamo aumentando!

Scritto da Mariaelena La banca aka yummy

 

E ora passiamo alla MIA AUTOPRODUZIONE IN CUCINA.. Facile, divertente e che dà una soddisfazione enorme!!

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